Boardgames VS Wargames

In realtà i boardgame sono senz’altro il tipo di wargame più popolare:  sono stati concepiti per essere una fonte di svago e sono quindi molto diversi dai loro omologhi a fini militari. Tuttavia chi opera una simulazione con uno di questi giochi deve fare in modo di riprodurre il “più fedelmente” possibile un fatto reale, in modo che i giocatori possano affrontare gli stessi problemi che dovettero risolvere Napoleone, Patton, Rommel, Zukov, Nelson… e altri famosi condottieri del passato o del presente (o del futuro).

Anche il gioco degli scacchi è una specie di wargame molto stilizzato e astratto. Un boardgame in genere simula una particolare battaglia o campagna militare e tenta di incorporare ogni suo aspetto, in modo a volte molto complesso al punto che la simulazione si fa così complicata da cessare di essere un mezzo di divertimento. Ci sono boardgame per ogni tipo di conflitto:  tutte le più grandi battaglie della II Guerra Mondiale, le campagne di Alessandro il Grande, le battaglie dell’Iliade, gli scontri navali, gli ipotetici confronti fra NATO e Patto di Varsavia…

I principi basilari che governano il wargame sono quasi sempre gli stessi, anche se i tipi di wargame sono innumerevoli e quindi chi ama il gioco ha davanti un vasto arco di possibilità. L’unico problema è che in una giornata ci sono troppo poche ore a disposizione per giocare… e alcuni noiosi contrattempi come cibarsi, dormire, lavorare.

Ci sono due tipi di wargame: il boardgame e il wargame propriamente detto che si svolge su un plastico con delle miniature.  In questo articolo parlerò solo del boardgame (riservato quasi sempre a due soli giocatori) che consiste in una mappa con una sorta di quadrettatura che facilita il movimento e la direzione di fuoco: ciò che si ottiene è uno strano connubio fra una carta stradale ed una scacchiera. Le unità sono rappresentate da cartoncini stampati (ultimamente – per motivi estetici e commerciali – si utilizzano splendide miniature in plastica) e ci sono regole particolari per ogni tipo di battaglia. Una piacevole caratteristica è la possibilità di sfruttare le proprie risorse personali di abilità e ingegno, come accade negli scacchi, ma senza la necessità di apprendere “mosse fisse e classiche”. L’abilità nel campo dei boardgame è più che altro una questione d’intuito (con un pizzico di fortuna), dato che è quasi impossibile che una situazione possa ripetersi identica e difficilmente è prevedibile con certezza l’esito delle battaglie. Comunque, come in tutti i giochi, un giocatore acquisisce esperienza solo con la pratica, considerandovi degli esperti quando osservando per un attimo le posizioni avversarie potrete esclamare: “Ecco il punto debole!” e questo non perché la stessa situazione sia già accaduta in precedenza ma perché avrete ormai sviluppato una specie di sesto senso che vi permette di capire l’essenza del gioco.

 

Nell’odierna produzione si sono imposte alcune tendenze dominanti: una verso giochi molto complessi ma che prevedono scenari minori adatti ai giocatori che dispongono di minor tempo. Questa prima tendenza, meno diffusa, ha il vantaggio di mettere alla prova l’abilità dei due giocatori con una simulazione il più possibile vicina alla realtà (e minima incidenza del fattore fortuna). Una seconda tendenza si rivolge a boardgame che implicano il movimento di un numero relativamente ristretto di unità.

Questo secondo tipo è, ovviamente, più facile da giocare ed ha il pregio di abbinare strategia e tattica “locali”. Un’altra tendenza è verso gli aspetti politici del boardgame, specie verso i giochi con più giocatori; la critica è evidente: cosa dobbiamo farne della storia dato che i giocatori possono agire “irragionevolmente” ignorando completamente quanto effettivamente accaduto. L’alternativa allo studio di regole politiche è l’elaborazione di diversi scenari alternativi ognuno dei quali si basa su diversi presupposti politici… ma non voglio ulteriormente addentrarmi in questo ginepraio polemico…

Per concludere il giocatore di boardgame ha una certa parentela con il giocatore di scacchi e non si annoia se passa una intera serata ragionando su quale sia la strategia ideale per controbattere gli schemi d’attacco dell’avversario, poi non dimentichiamo il fascino della storia e la tensione-eccitazione che deriva dall’imprevisto che è sempre presente: uno può immaginare quale potrebbe essere il risultato delle singole battaglie e può essere anche abbastanza sicuro sull’esito di un’offensiva generale, ma ogni singola battaglia può avere risultati diversi e per questo anche il miglior giocatore è sempre in preda al dubbio di non aver valutato tutti gli elementi e considerato tutte le possibili soluzioni. Per il momento ci fermiamo, in un prossimo articolo un esame più approfondito degli elementi-regole fondamentali di un boardgame.

 

Scritto da Werewolf

Bibliografia.
I giochi di simulazione strategica, N.Palmer, Mursia.

 

4 pensieri su “Boardgames VS Wargames

  1. Caro Werewolf,

    da boardgamer appassionato (ma ormai ritirato) non posso che condividere la tua analisi.
    Personalmente, il piacere del “what if ?” è sempre stato il movente della mia frequentazione di boardgame militari (con preferenza per gli operazionali).

    Per quel che riguarda i boardgame politici, è proprio il piacere di ignorare la storia e scatenare “the bastard inside” che li rende interessanti (almeno a me).

    Buoni dadi.

    Franco.

    1. Hi ,amico di antica data,avrei una gran voglia di battagliare con te come ai vecchi gloriosi tempi….ma come hai già acutamente rilevato ci saparano 300 km…ma chissà…

I commenti sono chiusi.